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«A breve il governo russo non avrà più le risorse per proseguire il conflitto»

L’economista dissidente Vladimir Mirov è convinto che Putin, nel giro di due o tre settimane, sarà costretto a rinunciare alla guerra contro l’Ucraina per mancanza di risorse economiche. Perché, secondo lui, il Cremlino non avrà più l’autonomia finanziaria per proseguire il conflitto. Le sanzioni, infatti, si stanno rivelando un bagno di sangue per la Russia. Che è a un passo dalla bancarotta e si trova sempre più isolata nei mercati finanziari. La Borsa di Mosca è chiusa da più di una settimana a causa dei pesanti ribassi. Inoltre c’è l’impossibilità di attingere a tutti i 640 miliardi di dollari di riserve, l’economia russa rischia di essere espugnata. Senza quel denaro la Banca centrale non è in grado di sostenere il rublo e il governo non potrà far fronte ai suoi impegni di pagamento.

I TITOLI DI STATO RUSSI AL LIVELLO “SPAZZATURA”

Secondo l’agenzia di rating Ficht, che ha declassato i titoli di Stato russi al livello “spazzatura”, le sanzioni mettono in forse la «volontà di ripagare il debito» da parte del Cremlino. Il 16 marzo scadrà una quota di cedole sulle obbligazioni sovrane e il 4 aprile andranno saldati bond per un valore di 2 miliardi. Alle sanzioni occidentali Putin
ha reagito vietando ai russi di portare denaro fuori della Russia e imponendo rigidi controlli sui capitali in uscita dal Paese. Misure che, per ora, non hanno dato grandi risultati. Secondo una nota della banca d’affari Jp Morgan, «le sanzioni lasceranno il segno sull’economia russa, che sembra dirigersi verso una profonda recessione», con un calo del Pil del 7%.

QUANTO COSTA LA GUERRA AL GIORNO

La Russia sta spendendo miliardi di dollari per le operazioni belliche in corso. Oltre alle spese di mantenimento di tutto l’esercito, si può cercare di stilare una sorta di “lista delle spese quotidiane” delle forze russe. Ad esempio si può ipotizzare che ognuno dei 200mila soldati russi mandati in Ucraina, consumi ogni giorno due caricatori da 30 colpi del fucile d’assalto, facendo una media fra chi, in prima linea, ne svuota 4 o 5 e chi, in logistica, genio e trasmissioni, non spara. Poi c’è il consumo di carburante dei carri armati, che attualmente in funzione sono fra 2500 e 3000.

Ovviamente non tutti i carri russi fanno il pieno di gasolio una volta al giorno, anche perché con un pieno fanno oltre 400 km. Ma comunque sono spese enormi, che potrebbero aggirarsi intorno ai 250 milioni di dollari ogni 24 ore. Stima comunque per difetto, poiché non tiene conto conto di mille altre cose. Con il rischi di default economico e con le conseguenze della sanzioni, quanto tempo potrà reggere l’assalto all’Ucraina?

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Pippo Maniscalco